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scritto da Antonio Lipari il 10/01/2019
SEI ABITUDINI CHE POSSONO AIUTARTI A MIGLIORARE I FATTURATI

Sveglia alle 7 di mattina e… Caffè. Macchinetta o moka, due scuole di pensiero di quel rituale tutto italiano del bere il caffè per iniziare bene la giornata. Di tutte le abitudini che possiamo avere quella dell’approvvigionamento giornaliero di caffeina è sicuramente la più diffusa, ma non la più remunerativa. Ed è di questo che voglio parlarti oggi, di abitudini che possano aiutarti ad aumentare il tuo fatturato. A me hanno permesso di passare dall’essere un professionista solitario all’avere un team di 5 persone.

Vuoi sapere quali sono? Cominciamo:

1) Programmare la nostra agenda settimanale e giornaliera

Non amo la monotonia, quindi ti informo che le mie agende si trasformano con me, diciamo che amo allenare la mia capacità di esser produttivo. Ma ciò che non varia sono le azioni che ogni settimana inserisco nella mia agenda per potermi permettere di fare determinate azioni e crescere.

Quindi il mio consiglio e di avere un’organizzazione settimanale di massima e una giornaliera fatta di mini task, massimo 4 per giorno con riserva.

Mi spiego meglio:

Ogni settimana vanno fatte determinate azioni che ci aiutano nella crescita, per esempio scrivere questo articolo: tuttavia l’articolo è una delle task della giornata, mentre nella mia organizzazione settimanale è inserito come strumento di comunicazione alla massa.

Quindi guardando la tua organizzazione settimanale, ti consiglio di inserire quei momenti che faranno la differenza nella tua vita, datti un tempo massimo per analizzare se quelle azioni producono risultati o no e testa delle nuove e più efficaci.

Fai attenzione, la fretta non è mai una buona consigliera, testa almeno le azioni per 3 mesi.

Organizzazione ti permette di SCOPRIRE quali azioni limitano la tua crescita e quali invece agevolano.

2) Dedica del tempo a te stesso

Lo so, non è facile pensare di dedicare del tempo a noi stessi; per questo la maggior parte dei professionisti è fuori forma (dato statistico della sanità).

Il motivo è semplice: noi facciamo azioni che riteniamo siano produttive, d’altra parte, chi fa azioni per annoiarsi?

Esempio: molti pensano di non avere tempo per fare attività fisica o prendersi cura di se stessi, ma hanno tempo per guardare un programma televisivo. Non usare la scusa: “lo faccio mentre ceno”, perché continui a farlo anche dopo.

Se non abbiamo cura di noi stessi, accade che i nostro strumenti più potenti: la mente e il corpo si rovineranno e ci renderanno meno produttivi.

Ad esempio, negli ultimi tempi, sto testando la meditazione per prendermi cura della mia mente: prima la facevo quando capitava, oggi mi sono creato una routine che mi aiuta ad affrontare in modo diverso la giornata.

Quindi il mio consiglio è, nutri la tua mente e il tuo corpo con momenti produttivi, volti al tuo benessere e crescita.

Un consiglio? Inserisci nella tua routine di leggere almeno 15 minuti un libro per la crescita personale.

L’unica risorsa che non potrai mai comprare è il tempo. Se lo usi per consumarlo lui consumerà te, se lo usi per rigenerarti lui alimenterà la tua vita.

3) Comunica e mettici la faccia

Questa frase si sente dire spesso tra professionisti: “IO CI METTO LA FACCIA”.

Tuttavia, nel momenti in cui gli si propone di realizzare un video, di parlare in pubblico, esporsi con un post su un social o articolo, iniziano i loro dubbi e i freni mentali.

Certo non tutti reagiscono così, in molti si attivano nel condividere e comunicare con il mondo esterno.

Quello che spesso non si comprende è l’importanza della comunicazione in un mondo moderno eccessivamente veloce. Quello che spesso non si sa è che se si usa un mezzo di comunicazione digitale, l’informazione ha vita breve: una valida soluzione per raggirare questo problema è mettere la faccia e comunicare con costanza, per restare nella mente, per creare la propria autorità riconosciuta dal mondo esterno, e non da noi stessi.

Oggi viviamo il Business dei rapporti e delle relazioni, quindi servono rappresentati sinceri e pronti.

4) Inserire in agenda dei momenti per fare networking

Questa parte, tra le abitudini, almeno secondo il mio parere, personale è la più bella.

Conoscere ti permette di crescere ad una velocità diversa: fai attenzione non ti sto dicendo di fermare persone per strada, ma di conoscerle nei giusti tempi e nelle giuste modalità.

Ognuno di noi ha un ruolo nella vita delle persone che incontriamo, il vero enigma è scoprire quale!

Quante più persone si conoscono, quanto più cresce la nostra visibilità.

5) Mantieni il contatto con i vecchi clienti.

Quante volte hai chiamato un vecchio cliente per chiedere come va?

Di solito non è una pratica comune, questo perché tendiamo molto al ruolo di cacciatore… cacciatore di clienti. Ma se ti proponessi di diventare tu la preda? La persona desiderata?

Questo è un concetto che spiego durante l’Accademia del Professionista: “l’importanza di diventare preda e avere i clienti che combattono per venire da te”.

Ti svelo uno dei principi di partenza: bisognare dare più attenzione al cliente e meno all’acquisizione.

Ti scrivo alcuni buoni motivi per ricontattare un cliente e chiedere come va:

  1. I clienti che ricontatti, possono presentarti nuove persone
  2. Puoi avere un feedback e conoscere miglioramenti da apportare al tuo prodotto
  3. Puoi scoprire idee nuove e spunti interessanti
  4. Puoi mantenere il contatto e fidelizzare il cliente.

Un cliente soddisfatto è il miglior megafono nel mondo, non esiste pubblicità o altra forma di marketing migliore.

6) Puntare sull’effetto differenziante

L’ho tenuto per ultimo perché volevo che restasse nella tua mente più a lungo.

Sappi che l’effetto differenziante non è un prodotto o una tua competenza, ma fa parte della tua persona: ma è ciò che ti differenzia da un competitor e che permette di posizionarti nella mente del cliente. Come vedi in questo articolo, e in ogni contenuto che pubblico, si parla di come valorizzare il professionista per migliorare la sua vita e raggiungere risultati che lo possano soddisfare: questo è il mio effetto differenziante, il motivo per il quale i miei studenti scelgono di frequentare l’Accademia del Professionista e portare la propria vita ad un livello successivo.

Capire il nostro effetto non è facile ed è necessario fare un lavoro su se stessi e sulla propria attività, ma voglio suggerirti due domande da porti per trovare il tuo effetto differenziante:

Qual è il dato concreto che ti spinge nel raggiungere il successo delle tue azioni? E su cosa ti focalizzi?

Rispondi a queste domande e ti accorgerai di essere a un buon punto di partenza!

Ogni persona lascia un segno nella nostra vita e la etichettiamo per un dato specifico, l’effetto differenziante lascerà un segno indelebile nella sua mente di chi incontri.

Questi 6 punti sono sei semplici azioni che svolte ogni settimana, giorno per giorno, potranno cambiare il tuo modo di vivere il mondo del lavoro e di conseguenza quello personale.

I nostri fatturati dipendono dalla nostra capacità di evolverci!

Cosa ne pensi? Lasciami un tuo commento e condividi l’articolo.

Trovi interessante questi argomenti? Allora guarda la Video Lezione Gratuita sul mio sito

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